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Sunday, 22 February 2026
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Legislatori statunitensi esortano la NASA a considerare lo 'stoccaggio' orbitale per la Stazione Spaziale Internazionale invecchiata

Un emendamento del Congresso chiede un'analisi dei costi e d

Legislatori statunitensi esortano la NASA a considerare lo 'stoccaggio' orbitale per la Stazione Spaziale Internazionale invecchiata
7DAYES
13 hours ago
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Stati Uniti - Agenzia stampa Ekhbary

Legislatori statunitensi esortano la NASA a considerare lo 'stoccaggio' orbitale per la Stazione Spaziale Internazionale invecchiata

Mentre la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) si avvicina alla sua fine operativa prevista per il 2030, a Washington si sta sviluppando un dibattito avvincente riguardo al suo destino finale. Invece del piano ampiamente accettato di deorbitare il complesso multimiliardario in un'area remota dell'Oceano Pacifico, conosciuta come Punto Nemo, un gruppo bipartisan di legislatori statunitensi sta esortando la NASA a investigare meticolosamente la fattibilità e le implicazioni dello stoccaggio dell'iconico laboratorio in un'orbita più alta e stabile. Questa proposta innovativa, emersa durante la recente discussione della legge di riautorizzazione della NASA, sfida le strategie di dismissione convenzionali e avvia una conversazione sulla conservazione di inestimabili beni spaziali per un potenziale utilizzo futuro.

L'emendamento, guidato dai rappresentanti Robert Whitesides (D-CA) e Mary Begich (R-AK) e approvato con voto vocale, non cerca esplicitamente di modificare la tempistica del 2030 per la fine delle operazioni dell'ISS. Piuttosto, impone alla NASA di condurre un'analisi completa dei costi, dei rischi e dei requisiti tecnici associati al trasferimento dell'ISS a un'altitudine orbitale più alta e stabile una volta conclusa la sua missione attiva. Whitesides ha articolato che l'intento è esplorare se questa meraviglia ingegneristica, simbolo di collaborazione internazionale e progresso scientifico, possa essere mantenuta in uno stato dormiente, potenzialmente per essere riutilizzata o reingaggiata dalle future generazioni di esploratori spaziali, piuttosto che essere definitivamente distrutta.

L'attuale strategia, consolidata da un contratto aggiudicato a SpaceX nel 2024, prevede lo sviluppo di un veicolo specializzato progettato per deorbitare con precisione l'ISS. Questo veicolo, che si prevede sarà pronto entro il 2029, guiderà la stazione attraverso un rientro controllato nell'atmosfera terrestre, garantendo che eventuali frammenti sopravvissuti cadano in sicurezza nel cimitero oceanico designato. Questo metodo è preferito per la sua percepita sicurezza e prevedibilità, minimizzando il rischio per le aree popolate o altri beni orbitali. Tuttavia, l'emendamento dei legislatori introduce un'alternativa intrigante, spingendo a una rivalutazione di ciò che costituisce una gestione responsabile di un investimento così monumentale.

Sebbene il concetto di spingere l'ISS a un'orbita più alta sia tecnicamente realizzabile, è carico di notevoli sfide e rischi. Lo stesso Whitesides ha riconosciuto diverse preoccupazioni critiche durante la discussione dell'emendamento. L'ISS, avendo operato per oltre due decenni, è una struttura invecchiata. Esiste una legittima preoccupazione che, continuando a invecchiare in un'orbita più alta, i componenti possano staccarsi, contribuendo al crescente problema dei detriti orbitali. Tali detriti rappresentano una minaccia significativa per i satelliti operativi e le future missioni spaziali. Inoltre, la possibilità di un rientro incontrollato in un punto distante nel futuro non può essere del tutto esclusa, sollevando potenziali pericoli se la stazione dovesse alla fine uscire dalla sua orbita stabile senza intervento.

La NASA ha già intrapreso valutazioni preliminari che evidenziano questi rischi. Uno studio ha indicato che l'innalzamento dell'orbita dell'ISS aumenterebbe drasticamente la sua vulnerabilità agli impatti dei detriti spaziali. Alla sua attuale altitudine, il tempo stimato tra impatti significativi è di circa 51 anni. Tuttavia, se spinta a un'altitudine di 497 miglia (circa 800 chilometri), questo intervallo potrebbe ridursi a meno di quattro anni. Il potenziale di frammentazione completa da un tale impatto potrebbe essere catastrofico, creando una vasta nuvola di detriti pericolosi che complicherebbe ulteriormente un ambiente orbitale già congestionato. Il costo di sviluppo e lancio di un nuovo veicolo in grado di spingere l'ISS, insieme ai requisiti di monitoraggio e manutenzione a lungo termine, sarebbe anch'esso sostanziale, richiedendo un'attenta considerazione rispetto ai benefici della conservazione.

Questo dibattito sul futuro dell'ISS non è un incidente isolato, ma riflette un più ampio interesse del Congresso per la gestione responsabile dei beni spaziali. A illustrare questo punto, un'altra modifica, sebbene successivamente ritirata, è stata introdotta dal rappresentante Don Beyer (D-VA). La proposta di Beyer riguardava il trasferimento dello Space Shuttle Discovery dalla sua attuale esposizione allo Smithsonian Museum a una struttura a Houston, in Texas. Sebbene il trasferimento stesso sia molto atteso, l'emendamento di Beyer mirava a garantire che la NASA informasse pienamente il Congresso dei costi e, crucialmente, del "potenziale di danno fisico" al veicolo insostituibile prima di avviare il trasferimento. Il ritiro di questa modifica si basava sulla comprensione che si sarebbero tenute discussioni dettagliate per garantire che il trasferimento procedesse "senza danneggiare il veicolo, preservando l'integrità dei nostri beni per le generazioni a venire". Questo sentimento risuona fortemente con la discussione sull'ISS, sottolineando un desiderio legislativo condiviso di proteggere e onorare l'eredità dell'esplorazione spaziale americana.

In definitiva, la questione se "stoccare o far schiantare" la Stazione Spaziale Internazionale è complessa, bilanciando l'obiettivo ambizioso di preservare un punto di riferimento dell'ingegno umano con le realtà pragmatiche dei costi, della sicurezza e della crescente sfida dei detriti orbitali. La prossima analisi della NASA sarà fondamentale per informare le decisioni future, plasmando non solo il destino dell'ISS, ma anche stabilendo precedenti per la dismissione delle future infrastrutture spaziali su larga scala.

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