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Saturday, 14 February 2026
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L'Addio Irreversibile dell'America alla Governance Climatica: Questa Volta è Diverso

Il potenziale ritiro di Donald Trump dagli impegni climatici

L'Addio Irreversibile dell'America alla Governance Climatica: Questa Volta è Diverso
Matrix Bot
5 days ago
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Stati Uniti - Agenzia stampa Ekhbary

L'Addio Irreversibile dell'America alla Governance Climatica: Questa Volta è Diverso

Donald Trump si è già ritirato dagli impegni climatici globali in passato, ma questa volta è diverso. Questo sentimento, ampiamente condiviso nei circoli politici e tra i gruppi di difesa ambientale, sottolinea una crescente preoccupazione che una potenziale seconda amministrazione Trump possa avviare un allontanamento molto più fondamentale e potenzialmente irreversibile dalla governance climatica. A differenza delle sue azioni precedenti, come il ritiro dall'Accordo di Parigi, il dibattito attuale suggerisce uno smantellamento strategico delle stesse infrastrutture che supportano l'azione climatica, sia a livello nazionale che internazionale.

Durante il suo primo mandato, Trump annunciò clamorosamente il ritiro degli Stati Uniti dall'Accordo di Parigi, un accordo internazionale storico volto a limitare il riscaldamento globale. Sebbene questa mossa abbia scosso il mondo intero e sia stata ampiamente criticata, il suo effetto pratico fu in qualche modo mitigato dalla tempistica di tre anni per il ritiro e dal reingresso immediato del presidente Biden all'inizio del suo mandato. I critici sostenevano che fosse un gesto simbolico, una battuta d'arresto temporanea che poteva essere invertita. Tuttavia, anche allora, l'amministrazione revocò sistematicamente numerose normative ambientali, comprese quelle relative alle emissioni dei veicoli, all'inquinamento delle centrali elettriche e alle protezioni per i corsi d'acqua, segnalando un'agenda più ampia di deregolamentazione e promozione dei combustibili fossili sotto lo slogan 'America First'.

Ciò che rende la situazione attuale nettamente diversa sono le intenzioni dichiarate e i piani dettagliati presentati da Trump e dai suoi alleati. L'attenzione si è spostata dal semplice ritiro dai trattati internazionali allo smantellamento attivo del quadro normativo nazionale che sostiene l'azione climatica. Ciò include proposte per ridurre drasticamente i poteri dell'Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA), eliminare gli standard di emissione per vari settori e promuovere aggressivamente la produzione illimitata di petrolio, gas e carbone. Tali misure, se attuate, non sarebbero semplici aggiustamenti politici; rappresenterebbero un attacco fondamentale agli sforzi per integrare le considerazioni climatiche nell'economia e nella società americana. La natura 'irreversibile' deriva dal potenziale di modifiche legislative, nomine giudiziarie e tagli profondi ad agenzie e programmi che renderebbero difficile resuscitare future politiche climatiche, anche sotto un'amministrazione diversa.

A livello internazionale, un ritiro così completo isolerebbe gli Stati Uniti a un grado senza precedenti. Mentre la stragrande maggioranza delle nazioni è impegnata a raggiungere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi e si sforza di ridurre le emissioni, un disimpegno sostenuto degli Stati Uniti — in quanto secondo maggiore emettitore storico del mondo — minerebbe gravemente gli sforzi globali. Ciò potrebbe erodere la fiducia nella leadership americana, indebolire la cooperazione internazionale su questioni critiche come il trasferimento di tecnologie verdi e la finanza climatica, e potenzialmente incoraggiare altre nazioni a ritirarsi dai propri impegni. Le implicazioni geopolitiche del fatto che gli Stati Uniti cedano il loro ruolo nella diplomazia climatica potrebbero rimodellare le alleanze e le priorità globali.

Economicamente, le ripercussioni sarebbero complesse. Mentre i sostenitori di Trump sostengono che la deregolamentazione stimolerebbe la crescita economica e creerebbe posti di lavoro nei settori dei combustibili fossili, gli esperti avvertono che potrebbe lasciare gli Stati Uniti in ritardo nella corsa alle tecnologie verdi e all'innovazione. Gli investimenti globali stanno sempre più confluendo verso le energie rinnovabili e le soluzioni sostenibili, e le imprese americane potrebbero trovarsi in una posizione di svantaggio competitivo se non riusciranno a tenere il passo con questa transizione. Inoltre, ignorare i rischi climatici potrebbe portare a costi economici futuri esorbitanti, come l'escalation di disastri naturali, gli impatti sulle infrastrutture, l'agricoltura e la salute pubblica.

L'aspetto più allarmante è la nozione di 'irreversibilità'. Se le agenzie governative vengono sistematicamente definanziate, la ricerca e lo sviluppo di energia pulita vengono ridotti e le leggi vengono modificate in modo da rendere difficile la reintroduzione delle normative, allora il ritorno a una traiettoria di azione climatica potrebbe richiedere anni o addirittura decenni, anche se un'amministrazione diversa salisse al potere. Ciò implica che i danni ambientali subiti durante un tale periodo potrebbero essere permanenti e le opportunità perse per la riduzione delle emissioni potrebbero essere irrecuperabili. Il consenso scientifico sull'urgenza dell'azione climatica suggerisce che ritardi di questa portata avrebbero conseguenze profonde e potenzialmente catastrofiche per il pianeta.

In conclusione, gli Stati Uniti sembrano essere sull'orlo di un momento cruciale nella storia della loro politica climatica. Un potenziale ritiro di Trump questa volta non è una semplice ripetizione del passato; preannuncia un cambiamento fondamentale che potrebbe alterare irrevocabilmente il ruolo dell'America nella lotta contro il cambiamento climatico, con profonde ramificazioni sia a livello nazionale che internazionale. Il mondo osserva con profonda preoccupazione se la più grande potenza economica e scientifica sceglierà di ritirarsi dalla più grande sfida dell'umanità o troverà una via per tornare alla gestione climatica globale.

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