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Sunday, 15 February 2026
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Conferenza di Monaco sulla Sicurezza: Rubio sottolinea la coesione transatlantica con riserve

Il Segretario di Stato americano invia toni concilianti, ma

Conferenza di Monaco sulla Sicurezza: Rubio sottolinea la coesione transatlantica con riserve
7dayes
11 hours ago
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Globale - Agenzia stampa Ekhbary

Conferenza di Monaco sulla Sicurezza: Rubio sottolinea la coesione transatlantica con riserve

La Conferenza di Monaco sulla Sicurezza (MSC) di quest'anno è stata ancora una volta un palcoscenico per intensi dibattiti sul futuro dell'ordine globale, e in particolare delle relazioni transatlantiche. Uno dei discorsi più attesi è stato pronunciato dal Segretario di Stato americano Marco Rubio, le cui precedenti osservazioni avevano alimentato speculazioni su un potenziale disimpegno degli Stati Uniti dall'Europa, simile alla retorica vista negli anni precedenti. Tuttavia, Rubio ha adottato un tono notevolmente conciliante, che è stato accolto con visibile sollievo nella sala. Ha enfaticamente sottolineato i legami indissolubili tra gli Stati Uniti e l'Europa, ma il suo messaggio era accompagnato da chiare aspettative per i partner europei.

Rubio ha dichiarato che gli Stati Uniti e l'Europa sono componenti inseparabili di una civiltà condivisa, legati da profonde radici culturali e storiche. Questa connessione fondamentale, ha affermato, non è negoziabile, e gli Stati Uniti si considererebbero sempre i “figli d'Europa”. Questo gesto retorico mirava a dissipare i timori di una fine dell'era transatlantica, che erano stati alimentati in molte capitali europee dai ricorrenti slogan “America First”. Allo stesso tempo, Rubio ha chiarito in modo inequivocabile che l'amministrazione del presidente americano Donald Trump si aspetta reciprocità. Sebbene Washington sia interessata a una stretta partnership, gli Stati Uniti, in caso di dubbio, perseguirebbero i propri interessi e, se necessario, plasmerebbero il proprio futuro da soli. L'opzione preferita, tuttavia, è sempre la cooperazione con l'Europa per garantire forza e resilienza.

Un punto centrale nel discorso di Rubio è stato l'appello a un significativo rafforzamento delle capacità di difesa europee. Ha sottolineato che gli Stati Uniti non desiderano alleati deboli. I partner europei devono essere in grado di garantire la propria sicurezza per evitare di presentare un bersaglio per potenziali avversari e per garantire la stabilità dell'alleanza. Questa ammonizione riflette le richieste americane di lunga data per una più equa ripartizione degli oneri all'interno della NATO e segnala che gli Stati Uniti riterranno sempre più responsabili i loro partner europei per l'aumento delle loro spese per la difesa e la costruzione di capacità militari indipendenti. Un'azione congiunta in politica estera, ha sostenuto, è la chiave per tornare a una strategia globale sensata e aprire la strada a un “nuovo secolo di prosperità”.

Particolare attenzione è stata attirata dalla contraddizione diretta di Rubio con le posizioni del Cancelliere tedesco Friedrich Merz (CDU), che aveva anch'egli parlato alla conferenza il giorno precedente. Rubio ha criticato la presunta “inganno” attraverso il commercio libero e non regolamentato, l'“abbraccio” di un presunto “culto climatico” e l'apertura delle porte a un'“ondata di migrazione di massa”. Ha parlato di “errori commessi insieme”, il che potrebbe essere interpretato come una critica implicita a determinate politiche europee che Merz aveva apparentemente difeso. Merz, da parte sua, si era pronunciato contro il protezionismo e i dazi punitivi, sottolineando la necessità per l'Europa di diventare più indipendente in materia di difesa senza abbandonare la partnership con gli Stati Uniti. Questa divergenza di opinioni pubblica sottolinea le aree di tensione all'interno dell'alleanza transatlantica, in particolare per quanto riguarda le politiche economiche, climatiche e migratorie, anche se l'obiettivo generale di cooperazione è mantenuto.

Le reazioni al discorso di Rubio sono state miste, ma l'applauso per i suoi passaggi concilianti era palpabile. Wolfgang Ischinger, il direttore di lunga data della MSC, ha riassunto l'umore generale quando ha chiesto a Rubio dopo il suo discorso: “Non so se ha sentito il sospiro di sollievo nella sala?” Ciò suggeriva che molti partecipanti si aspettavano una posizione più aggressiva e critica nei confronti dell'Europa, come quella sostenuta dal vicepresidente americano JD Vance l'anno precedente. L'apparizione di Rubio è stata quindi interpretata come un segnale di continuità e impegno degli Stati Uniti nei confronti della partnership transatlantica, sebbene con chiare richieste agli stati europei.

In conversazione con Ischinger, Rubio ha anche affrontato la situazione in Ucraina, un altro argomento centrale della conferenza. Ha sottolineato l'incertezza riguardo alla serietà delle intenzioni russe di porre fine alla guerra e la difficoltà di trovare condizioni accettabili sia per la Russia che per l'Ucraina. Allo stesso tempo, ha criticato aspramente le Nazioni Unite, accusandole di non svolgere “praticamente alcun ruolo” nella risoluzione dei conflitti internazionali. Queste dichiarazioni evidenziano lo scetticismo continuo di Washington sulle dichiarazioni di pace russe e la crescente frustrazione per l'efficacia delle istituzioni multilaterali in tempi di crisi.

Con il discorso di Rubio, la Conferenza di Monaco sulla Sicurezza ha offerto importanti spunti di riflessione sull'attuale pensiero di Washington riguardo ai suoi alleati europei. Mentre il desiderio di coesione e un futuro condiviso è stato chiaramente articolato, il messaggio è inequivocabile: l'Europa deve prendere sul serio il suo ruolo e la sua responsabilità nell'architettura di sicurezza globale e prepararsi a un'era in cui il partenariato transatlantico dovrà poggiare su basi ancora più solide di reciprocità e autonomia. I prossimi discorsi di figure come il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, Ursula von der Leyen e Keir Starmer offriranno ulteriori prospettive su queste complesse sfide.

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