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Monday, 16 February 2026
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Santos Cerdán e Antonio Hernando testimoniano sugli incontri con Leire Díez e la 'polizia patriottica' contro Sánchez

L'ex Segretario all'Organizzazione del PSOE e l'attuale Sott

Santos Cerdán e Antonio Hernando testimoniano sugli incontri con Leire Díez e la 'polizia patriottica' contro Sánchez
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1 week ago
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Globale - Agenzia stampa Ekhbary

Santos Cerdán e Antonio Hernando testimoniano sugli incontri con Leire Díez e la 'polizia patriottica' contro Sánchez

Santos Cerdán, l'ex Segretario all'Organizzazione del Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE), è comparso questo lunedì davanti al Tribunale Istruttorio numero 9 di Madrid per testimoniare sui due incontri avuti con l'ex militante socialista Leire Díez nell'aprile 2024. Cerdán ha assicurato al magistrato Arturo Zamarriego di non aver mai informato il Presidente del Governo, Pedro Sánchez, di tali incontri, sebbene abbia ammesso di aver parlato con Díez dopo la sua scarcerazione. Questa testimonianza si inserisce in una complessa indagine giudiziaria che coinvolge Díez e l'imprenditore Javier Pérez-Dolset, accusati di aver orchestrato un presunto “piano delittuoso” volto a screditare figure chiave della lotta anticorruzione, sia all'interno della Guardia Civil che della Procura, con l'obiettivo ultimo di “vanificare” cause che riguardavano politici e imprenditori a loro affini.

Nella stessa ottica e con una testimonianza che aggiunge strati di intrigo al caso, anche l'attuale Sottosegretario di Stato alle Telecomunicazioni, Antonio Hernando, è comparso come testimone. Hernando ha confermato la sua presenza a uno degli incontri e ha rivelato dettagli significativi. Secondo la sua versione, Leire Díez ha offerto informazioni dettagliate sulla presunta sorveglianza condotta da una “polizia patriottica” sul Presidente Pedro Sánchez, sul suo ambiente familiare e sulle sue figlie. Inoltre, Díez avrebbe alluso a un'indagine relativa agli affari del suocero del capo dell'Esecutivo. Hernando ha contestualizzato queste rivelazioni come un tentativo di “boicottare” la candidatura di Sánchez alla presidenza del governo.

La giornata giudiziaria è stata segnata da grande attesa. Antonio Hernando, nel tentativo di eludere l'attenzione mediatica, è arrivato ai tribunali di Plaza de Castilla a Madrid un'ora e mezza prima del suo appuntamento, aspettando nei corridoi e leggendo un libro per passare inosservato. Ha evitato qualsiasi contatto con Cerdán, che è arrivato poco prima dell'inizio della sua dichiarazione alle 10:30 del mattino. Fonti giuridiche, basandosi sulla dichiarazione di Hernando, hanno precisato che la riunione è stata organizzata dalla segreteria di Organizzazione del PSOE e si è svolta in una sala della sede di Ferraz. A questo incontro, oltre a Cerdán, Díez e Pérez-Dolset, hanno partecipato anche Ion Antolín, allora direttore della Comunicazione del partito, e Juan Francisco Serrano, il 'numero due' di Cerdán. Hernando, che si è allontanato dopo venti minuti, ha descritto un incontro di circa quaranta minuti.

La testimonianza di Hernando getta luce sulle motivazioni e il contenuto di questi incontri. Ha affermato di aver conosciuto Leire Díez in precedenza da “comizi in Cantabria”, ma non l'imprenditore Pérez-Dolset. Nella sua dichiarazione, ha sottolineato che Díez non ha richiesto alcuna compensazione monetaria o di altro tipo per le informazioni offerte. Dopo la riunione, Hernando ha affermato di aver fornito questi dati all'avvocata del PSOE, che, a sua volta, li ha inoltrati all'Audiencia Nacional. Tuttavia, il giudice ha respinto l'informazione, secondo lo stesso Hernando. Ha anche dichiarato di non aver informato i suoi superiori sui dettagli della riunione, un'omissione che potrebbe avere implicazioni.

Uscendo dal tribunale, Hernando non ha potuto evitare le telecamere ed è stato accolto da un gruppo di funzionari che scandivano “ea, ea, ea, la Justicia se cabrea” (la Giustizia si arrabbia), riflettendo un'atmosfera di tensione e di scrutinio pubblico. Dal canto suo, Leire Díez aveva già ammesso nella sua dichiarazione del 17 novembre l'esistenza di questi due incontri con Cerdán presso la sede socialista. Pérez-Dolset ha confermato la sua presenza, indicando che l'obiettivo era presentare al partito prove dell'azione delle “fogne dello Stato” contro di loro, un contesto che ha coinciso con il periodo di riflessione di Sánchez dopo l'incriminazione di sua moglie Begoña Gómez.

Il caso si complica con la rivelazione di altri incontri che hanno coinvolto Díez tra il 2024 e il 2025, inclusi incontri con l'imprenditore Alejandro Hamlyn e l'ex procuratore anticorruzione Ignacio Stampa. Le contraddizioni nel racconto di Díez sono notevoli: mentre lei sostiene che i suoi incontri facevano parte di un'indagine giornalistica indipendente dal PSOE, una registrazione fatta dal procuratore Stampa la contraddice, dove la si sente affermare di essere “la persona che il PSOE ha incaricato” di indagare sulle “fogne della polizia e della giustizia” e “la mano destra di Santos Cerdán”. Queste dichiarazioni e testimonianze sono cruciali per il giudice Zamarriego, che cerca di chiarire la portata di questo presunto “piano delittuoso” e le responsabilità all'interno di una rete che minaccia di scuotere ulteriormente il panorama politico e giudiziario spagnolo.

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