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Mark Cuban Sostiene che l'NBA Dovrebbe 'Abbracciare il Tanking' per i Fan

L'ex proprietario dei Mavericks sfida la posizione della leg

Mark Cuban Sostiene che l'NBA Dovrebbe 'Abbracciare il Tanking' per i Fan
7DAYES
7 hours ago
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Stati Uniti - Agenzia stampa Ekhbary

Mark Cuban Esorta l'NBA a Riconsiderare la Posizione sul Tanking, Prioritizzando l'Esperienza dei Fan e la Speranza a Lungo Termine

In una sfida audace e caratteristica alla saggezza convenzionale della NBA, Mark Cuban, l'ex proprietario di maggioranza dei Dallas Mavericks, ha riacceso il controverso dibattito sul "tanking", sostenendo con veemenza che la lega dovrebbe non solo tollerare ma attivamente "abbracciare" la pratica. La posizione controversa di Cuban, articolata in recenti commenti, postula che la NBA abbia fondamentalmente frainteso la sua missione principale, concentrandosi eccessivamente sull'integrità competitiva in ogni singola partita piuttosto che promuovere una connessione più profonda e duratura con la sua base di fan attraverso la costruzione strategica della squadra e un intrattenimento accessibile.

La filosofia di Cuban affonda le radici nella convinzione che il vero business della NBA non risieda nel basket stesso, ma "nel business di creare esperienze per i fan". Egli sostiene che i ricordi più cari dei fan dalle partite raramente riguardano punteggi specifici, schiacciate o tiri, ma piuttosto i momenti condivisi con la famiglia, gli amici o un appuntamento. Questa prospettiva lo porta ad affermare che l'attuale e aggressiva repressione della lega contro il tanking, esemplificata dalle recenti multe per un totale di 600.000 dollari inflitte agli Utah Jazz e agli Indiana Pacers per aver fatto riposare giocatori sani, è fuorviante e controproducente.

La posizione ufficiale della lega, ribadita dal commissario Adam Silver, è che le mosse che compromettono l'integrità competitiva "non saranno tollerate", soprattutto perché il tanking è stato "peggiore quest'anno di quanto abbiamo visto nella memoria recente". Silver ha riconosciuto il problema, suggerendo "ogni possibile rimedio", inclusa la potenziale confisca delle scelte al draft, per scoraggiare le squadre dal perdere intenzionalmente per assicurarsi selezioni al draft più alte. Questo netto contrasto di punti di vista evidenzia una significativa frattura ideologica all'interno del panorama del basket professionistico.

Cuban sostiene che le preoccupazioni della lega sull'integrità spesso portano a una mancanza di trasparenza con i fan. Ha criticato l'NBA per aver penalizzato le squadre che sono oneste riguardo alle loro strategie di ricostruzione, affermando: "La peggiore m***a che l'NBA distribuisce è che se non menti ai tuoi fan su quello che stai facendo, anche se è ovvio per loro, vieni multato. E ti minacciano di perdere le scelte". Per Cuban, questo approccio non solo punisce l'onestà, ma aliena anche una base di fan che è spesso ben consapevole della direzione strategica di una squadra.

Una componente chiave dell'argomentazione di Cuban per abbracciare il tanking ruota attorno al concetto di "speranza". I fan, suggerisce, non sono ingenui; capiscono che non tutte le squadre possono vincere un campionato ogni anno. Ciò che desiderano veramente è la speranza che la loro squadra alla fine migliorerà e contenderà per i playoff, e in definitiva, per un titolo. Il tanking, se eseguito strategicamente, può essere un percorso legittimo per acquisire talenti trasformativi che forniscono questa speranza. Egli cita famosamente l'esperienza dei Dallas Mavericks nel 2017, quando una stagione con 24 vittorie e 58 sconfitte permise loro di draftare Luka Doncic nel 2018, una mossa che, a suo avviso, i fan hanno apprezzato per i suoi benefici a lungo termine. Ha notato che i Mavericks sono stati successivamente multati di 600.000 dollari per le loro azioni, una somma che ha liquidato come "uno scherzo".

Inoltre, Cuban collega il dibattito sul tanking a questioni più ampie di accessibilità e convenienza economica nello sport professionistico. Egli postula che un genitore che lotta per permettersi i biglietti per i propri figli, per non parlare della merce costosa, si preoccupa molto meno del record di vittorie-sconfitte di una squadra rispetto all'esperienza complessiva e alle prospettive a lungo termine della propria squadra preferita. "Sai a chi importa meno del tanking", ha scritto, "a un genitore che non può permettersi di portare i suoi 3 figli a una partita e comprare ai suoi figli una maglia del loro giocatore preferito. [L'NBA] dovrebbe preoccuparsi più di escludere i fan dai giochi a causa dei prezzi che del tanking". Ciò evidenzia una dimensione socio-economica critica spesso trascurata nelle discussioni incentrate esclusivamente sull'equilibrio competitivo.

Anche il panorama del basket universitario, con le sue nuove regole NIL (Nome, Immagine e Somiglianza), gioca un ruolo nell'analisi di Cuban. Suggerisce che i giocatori universitari sono ora "professionisti", pagati per le prestazioni, il che significa che i giovani prospetti NBA stanno entrando in una lega dove competono sempre più contro giocatori più esperti e con un "QI cestistico più elevato". Questa dinamica, implica, rende l'acquisizione strategica di talenti di alto livello attraverso il draft ancora più critica per il successo a lungo termine, supportando così implicitamente la logica dietro il tanking.

Mentre il commissario Silver e la NBA rimangono fermi nel loro impegno per l'integrità competitiva, il dialogo innescato da Cuban sottolinea una tensione fondamentale tra il valore dell'intrattenimento a breve termine e la sostenibilità a lungo termine della squadra e la lealtà dei fan. La sfida della lega è bilanciare questi interessi contrastanti senza alienare una parte significativa del suo pubblico o soffocare le manovre strategiche che le squadre ritengono necessarie per il successo futuro. La provocatoria chiamata di Cuban ad "abbracciare il tanking" serve come un potente promemoria che il business del basket è, nel suo cuore, un business di persone e delle loro passioni.

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