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Saturday, 14 February 2026
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Il Nucleo Terrestre Potrebbe Ospitare l'Equivalente di 45 Oceani di Idrogeno, Rimodellando la Nostra Comprensione dell'Origine dell'Acqua

Un nuovo studio suggerisce che l'elemento più leggero dell'u

Il Nucleo Terrestre Potrebbe Ospitare l'Equivalente di 45 Oceani di Idrogeno, Rimodellando la Nostra Comprensione dell'Origine dell'Acqua
7dayes
2 days ago
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Stati Uniti - Agenzia stampa Ekhbary

Il Nucleo Terrestre Potrebbe Contenere l'Equivalente di 45 Oceani di Idrogeno, Propone uno Studio

Gli scienziati hanno svelato prove convincenti che suggeriscono come l'interno profondo della Terra possa custodire una quantità sbalorditiva di idrogeno, potenzialmente equivalente a 45 volte il volume di tutta l'acqua presente negli oceani del nostro pianeta. Questa significativa scoperta, dettagliata in un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Communications, modifica radicalmente la nostra prospettiva sulla formazione della Terra e sulle origini della sua acqua, essenziale per la vita.

La ricerca, guidata da un team che include scienziati della Peking University, ha utilizzato sofisticati esperimenti di laboratorio e avanzate simulazioni al computer per indagare la composizione del nucleo terrestre. Sebbene il nucleo sia composto principalmente di ferro, la sua densità misurata suggerisce che non possa essere interamente costituito da questo elemento. La discrepanza implica la presenza di elementi più leggeri, con l'idrogeno che emerge come un candidato principale.

Studiare l'idrogeno sotto le immense pressioni e temperature trovate nel nucleo terrestre presenta notevoli sfide. Essendo l'elemento più leggero dell'universo, l'idrogeno è notoriamente sfuggente e incline alla diffusione, rendendo la misurazione diretta estremamente difficile. Tuttavia, attraverso esperimenti ad alta pressione e alta temperatura che impiegano celle a incudine di diamante – dispositivi che imitano condizioni terrestri estreme – i ricercatori sono stati in grado di stimare la concentrazione di questo elemento cruciale nell'ambiente simulato del nucleo.

Oltre a gettare luce sulla struttura interna del pianeta, questi risultati mettono in dubbio le teorie consolidate sull'origine dell'acqua terrestre. L'ipotesi predominante è stata che gran parte dell'acqua della Terra sia arrivata relativamente tardi nella sua storia, trasportata da impatti di comete e asteroidi ghiacciati. Al contrario, la potenziale abbondanza di idrogeno nel nucleo rafforza una teoria alternativa: che la Terra si sia accresciuta da un disco protoplanetario ricco di idrogeno e che l'acqua fosse una componente intrinseca della formazione del pianeta fin dall'inizio.

"Questo cambia davvero il modo in cui pensiamo alla provenienza della nostra acqua", ha commentato la Dottoressa Hilke Schlichting, professoressa di Scienze della Terra, Planetarie e Spaziali presso l'Università della California, Los Angeles, che non ha partecipato allo studio. "Se l'acqua fosse stata incorporata durante la formazione planetaria, ciò suggerisce che i processi di formazione planetaria in tutto l'universo potrebbero essere molto più ricchi d'acqua di quanto si pensasse in precedenza.".

La Dottoressa Anat Shahar, scienziata planetaria presso la Carnegie Institution for Science di Washington, D.C., che ha anch'essa commentato la ricerca senza parteciparvi, ha sottolineato le difficoltà sperimentali. "L'idrogeno è un elemento sfuggente in questi esperimenti perché è molto leggero e si diffonde facilmente", ha spiegato la Dottoressa Shahar. "Sviluppare un metodo per fissarlo efficacemente e quantificarlo in condizioni così estreme è una significativa conquista scientifica.".

L'autore principale, il Professor Dongyang Huang della Scuola di Scienze della Terra e dello Spazio della Peking University, e i suoi colleghi, hanno sviluppato tecniche innovative che hanno permesso loro di vincolare meglio la quantità di idrogeno presente nei loro modelli sperimentali. Il loro approccio, combinato con una rigorosa analisi dei dati sperimentali e di simulazione, ha portato alla stima rivoluzionaria del contenuto di idrogeno nel nucleo terrestre. Questo lavoro rappresenta un passo cruciale avanti nella comprensione degli interni planetari e delle loro storie di formazione.

Questa nuova prospettiva apre entusiasmanti vie di ricerca nella scienza planetaria, spingendo a una rivalutazione dei modelli di formazione dei pianeti terrestri non solo sulla Terra, ma anche per gli esopianeti in tutta la galassia. Se la Terra ha conservato tali enormi quantità di idrogeno dalla sua formazione iniziale, è ragionevole supporre che altri pianeti rocciosi che si formano in ambienti simili ricchi di idrogeno possano possederne quantità comparabili, aumentando potenzialmente la probabilità di acqua liquida su o al loro interno.

Comprendere l'origine dell'acqua sulla Terra non è solo un'indagine accademica; essa ha profonde implicazioni per la ricerca di vita extraterrestre. Se l'acqua è un ingrediente comune nella formazione dei pianeti, le prospettive di trovare vita oltre il nostro pianeta diventano considerevolmente più ottimistiche.

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