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Tuesday, 17 February 2026
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Scandali sessuali, sanitari e di abuso su minori minacciano la rielezione di Orbán

La campagna elettorale ungherese dominata da controversie su

Scandali sessuali, sanitari e di abuso su minori minacciano la rielezione di Orbán
7DAYES
9 hours ago
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Ungheria - Agenzia stampa Ekhbary

Campagna elettorale ungherese travolta dagli scandali

Mentre l'Ungheria si prepara per elezioni parlamentari decisive il 12 aprile, il panorama politico è segnato da una negatività senza precedenti. Per decenni, il Primo Ministro Viktor Orbán ha adottato una strategia di campagne elettorali fortemente polarizzate, posizionandosi come il salvatore della nazione di fronte a presunte minacce esistenziali. Tuttavia, la campagna attuale si distingue per un tono più cupo, amplificato da una serie di scandali dannosi che hanno travolto il governo e il partito al potere Fidesz.

Nel periodo precedente le elezioni, tre controversie principali sono emerse, gettando una lunga ombra sul discorso politico. Il primo scandalo riguarda gravi accuse di violenza e abuso sessuale su minori in un centro di detenzione giovanile a Budapest. Negli ultimi mesi sono emersi nuovi e inquietanti dettagli, che hanno scatenato l'indignazione pubblica. La struttura, descritta come una prigione brutale per giovani delinquenti, è stata da allora chiusa. Rapporti indicano che i rappresentanti del governo erano a conoscenza delle condizioni disperate all'interno dell'istituto per un lungo periodo, ma non hanno agito. Questa inazione contrasta nettamente con la narrativa del governo sulla protezione dei bambini e la sua ferma posizione contro quella che definisce la "propaganda LGBTI di Bruxelles". Alcuni funzionari governativi e membri del partito hanno persino suggerito, in modo controverso, che le vittime stesse fossero responsabili, etichettandole come delinquenti.

Il secondo grande scandalo colpisce direttamente la politica economica del governo e mette in luce gravi rischi ambientali e sanitari associati a una fabbrica di batterie Samsung a Göd, a nord di Budapest. Inchieste giornalistiche hanno rivelato che il personale della fabbrica è stato esposto per anni a particelle tossiche di metalli pesanti, che hanno contaminato l'aria, il suolo e le acque sotterranee. Documenti indicano che in alcuni casi i livelli di contaminazione hanno superato di 500 volte i limiti consentiti. In modo allarmante, il governo ungherese era apparentemente a conoscenza di questi pericoli, e le agenzie di intelligence avrebbero persino emesso avvertimenti sulla situazione catastrofica. Nonostante ciò, il Ministro degli Esteri Péter Szijjártó avrebbe intervenuto per impedire la chiusura dell'impianto. Questa questione è particolarmente esplosiva, dato lo sforzo di lunga data del governo Orbán per espandere massicciamente la produzione di batterie in Ungheria, considerandola una pietra angolare della futura strategia economica e tecnologica del paese.

Ad aggiungere al tumulto, la controversia circonda un presunto video sessuale che coinvolgerebbe Péter Magyar, carismatico leader del partito di opposizione Tisza, che è costantemente salito nei sondaggi d'opinione. Una fotografia in bianco e nero raffigurante un letto sfatto in una stanza, apparentemente catturata da una telecamera di sorveglianza, è apparsa su un misterioso sito web. Dopo giorni di speculazioni, lo stesso Magyar ha rilasciato un video il 12 febbraio, affrontando la foto. Ha affermato di aver avuto "relazioni sessuali consensuali" con un'ex fidanzata nella stanza il 3 agosto 2024 e ha ammesso la presenza di droghe su un tavolo, che ha dichiarato di non aver consumato. Magyar ha inizialmente accusato la donna coinvolta di averlo filmato per conto del governo Orbán e di Fidesz, inquadrandola come una "campagna in stile russo" volta a distogliere l'attenzione dalla "fabbrica della morte" a Göd. Tuttavia, l'ex fidanzata ha successivamente dichiarato ai media ungheresi di non sapere nulla della questione e ha suggerito che, se il video fosse stato pubblicato, si sarebbero potute intraprendere azioni legali congiunte.

Questi scandali emergono in un momento critico per Orbán e il suo partito, che affrontano crescenti pressioni. Il leader dell'opposizione Magyar e il suo partito Tisza sono costantemente in testa ai sondaggi d'opinione da mesi, rappresentando la prima minaccia elettorale significativa al dominio di Orbán dal 2010. La campagna governativa non ha esitato ad adottare tattiche aggressive, tra cui manifesti anti-ucraini, l'uso di denaro dei contribuenti per una petizione di "consultazione nazionale" contro l'UE e l'Ucraina, e l'inondazione dei social media con video falsi generati dall'IA mirati all'opposizione. La retorica del governo avverte che una sconfitta di Orbán porterebbe a guerra, coscrizione sul fronte ucraino, schiavitù e impoverimento di massa a causa degli aumenti fiscali imposti da Bruxelles.

La convergenza di questi scandali con una campagna elettorale estremamente negativa ha creato una situazione molto volatile. Gli analisti politici dibattono se queste controversie siano sufficienti a erodere il sostegno popolare di Orbán o se approfondiranno ulteriormente le divisioni e l'apatia politica. L'impatto finale sulla decisione dell'elettorato ungherese rimane da vedere con l'avvicinarsi della data delle elezioni.

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