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Tuesday, 17 February 2026
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Mosca: "Dichiarazioni su Navalny solo insinuazioni" in attesa dei risultati dei test

Il Ministero degli Esteri russo risponde alle accuse europee

Mosca: "Dichiarazioni su Navalny solo insinuazioni" in attesa dei risultati dei test
Ekhbary
4 hours ago
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Russia - Agenzia stampa Ekhbary

Mosca: "Dichiarazioni su Navalny solo insinuazioni" in attesa dei risultati dei test

Il Ministero degli Esteri russo ha respinto con forza le accuse mosse da cinque paesi europei che attribuiscono al governo russo la responsabilità della morte dell'oppositore Alexey Navalny. La portavoce del ministero, Maria Zakharova, ha definito tali affermazioni "insinuazioni informative" prive di prove concrete, create principalmente per distogliere l'attenzione dai pressanti problemi interni dei paesi occidentali.

Le dichiarazioni di Zakharova sono arrivate come risposta diretta a un comunicato congiunto dei cinque stati europei, che accusava la Russia di aver utilizzato una tossina derivata da una rana sudamericana per avvelenare Navalny. Ha sottolineato che Mosca non fornirà alcun commento ufficiale sulla questione finché non saranno pubblicati i risultati completi dei test di laboratorio e la natura delle presunte sostanze non sarà definitivamente identificata.

"Quando i risultati dei test saranno disponibili, quando le formule delle sostanze saranno note, ci sarà un commento. Senza questo, tutti i discorsi e le dichiarazioni non saranno altro che insinuazioni informative volte a distogliere l'attenzione dai problemi urgenti dell'Occidente", ha affermato Zakharova, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa russa TASS.

Questo scambio di battute mediatiche e diplomatiche avviene in un contesto di crescenti tensioni tra Russia e Occidente, in particolare per quanto riguarda il caso Navalny. Navalny è morto in circostanze poco chiare in una colonia penale russa nel febbraio 2024, scatenando un'ondata di condanne internazionali e richieste di una spiegazione completa e trasparente da parte di Mosca.

Le autorità russe insistono sulla loro non responsabilità nella morte di Navalny e accusano l'Occidente di politicizzare la questione e di utilizzarla come strumento di pressione politica. Mosca sottolinea il rispetto per la propria sovranità nazionale e la non ingerenza nei suoi affari interni.

Gli analisti suggeriscono che queste accuse reciproche riflettano la profonda divisione politica e strategica tra Russia e Occidente. Mentre l'Occidente accusa la Russia di violazioni dei diritti umani e di repressione del dissenso, Mosca considera queste accuse come parte di una campagna diffamatoria sistematica volta a indebolire la sua influenza internazionale.

La questione dei veleni e degli agenti chimici negli omicidi politici rimane un argomento complesso e delicato. Sebbene le affermazioni sull'uso di una sostanza derivata da una rana sudamericana possano sembrare non convenzionali, rapporti di intelligence occidentali hanno indicato lo sviluppo da parte della Russia di programmi clandestini di armi chimiche e biologiche, cosa che Mosca nega costantemente.

La richiesta di risultati dei test e l'identificazione delle sostanze utilizzate è tecnicamente e legalmente legittima. Le indagini su tali casi richiedono prove scientifiche inconfutabili. Tuttavia, il complesso contesto politico potrebbe rendere difficile il raggiungimento di una verità oggettiva accettabile da tutte le parti.

La data del 14 febbraio 2026 indica che queste dichiarazioni vengono fatte a distanza di tempo dagli eventi, suggerendo la persistenza delle tensioni e dei dibattiti sul caso Navalny. L'insistenza della Russia sull'attesa dei risultati finali dei test prima di commentare pone l'onere della prova sulle nazioni europee accusatrici. Allo stesso tempo, solleva interrogativi sul grado di trasparenza che Mosca potrebbe dimostrare qualora emergessero risultati sfavorevoli.

Indipendentemente dai risultati finali, questo caso rimarrà un punto significativo nella narrazione delle tese relazioni tra Russia e Occidente. Il dossier Navalny continuerà a fungere da simbolo del conflitto ideologico e politico che plasma il panorama geopolitico globale.

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