Tunisia — Agenzia di stampa Ekhbary
La Tunisia si sta affermando come destinazione attraente per migliaia di pensionati italiani in cerca di una vita tranquilla e vantaggi economici, beneficiando di generosi incentivi fiscali e di un ambiente mediterraneo familiare. Questa tendenza crescente presenta opportunità economiche per la nazione nordafricana, ma contemporaneamente pone sfide sociali ed economiche per i residenti locali.
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Pensionati italiani, come Pascal, residente nel governatorato costiero di Nabeul, scelgono la Tunisia per la sua vicinanza geografica e le somiglianze culturali con il sud Italia, unite a significative agevolazioni fiscali. Le pensioni in Tunisia sono tassate al massimo al 5%, un netto contrasto rispetto al circa 30% in Italia, aumentando sostanzialmente il loro potere d'acquisto. Sandro Fratini, capo del Comitato degli Italiani all'Estero in Tunisia, conferma che oltre 8.000 italiani risiedono in Tunisia, prevalentemente ad Hammamet, e segnala iniziative volte a facilitare la loro integrazione.
Sfide Locali e Ripercussioni Economiche
Nonostante i benefici, i pensionati italiani spesso affrontano ostacoli amministrativi legati alla burocrazia tunisina. A livello locale, la concentrazione di residenti stranieri, in particolare ad Hammamet, ha portato a un notevole aumento dei prezzi degli affitti. Alcuni proprietari preferirebbero affittare agli stranieri per la facilità delle transazioni e la garanzia dei pagamenti. Il deputato Yassine Mami avverte che, sebbene questo afflusso contribuisca alle riserve di valuta forte, potrebbe diventare un onere se lasciato senza regolamentazione. Sottolinea il suo impatto sui prezzi immobiliari e il coinvolgimento di alcuni residenti stranieri in attività commerciali non regolamentate. La Tunisia cerca di bilanciare lo sfruttamento di questo afflusso con la conservazione degli equilibri locali.