Iran - Agenzia stampa Ekhbary
La popolazione ebraica in Iran si trova in una situazione complessa e carica di emozioni contrastanti a causa del conflitto in corso tra il suo paese e Israele, supportato dagli Stati Uniti. Nonostante la minoranza ebraica iraniana sia stimata intorno ai 12.000 individui, una delle più grandi del Medio Oriente al di fuori di Israele, la sua storia recente è segnata da una significativa riduzione numerica rispetto ai tempi precedenti la rivoluzione del 1979. Molti ebrei iraniani vivono un profondo dilemma, sentendosi legati alla loro patria ma anche preoccupati per le implicazioni della retorica bellica.
Intervistati in una sinagoga centrale di Teheran, alcuni membri della comunità hanno espresso ansia e rabbia, sottolineando le restrizioni esistenti, come l'impossibilità di accedere a impieghi governativi o militari, e le disparità nel sistema giudiziario. Tuttavia, nonostante le sfide, prevale un forte sentimento di identità nazionale. "Siamo ebrei iraniani, non ebrei che vivono in Iran", ha affermato un residente anziano, riflettendo un senso di appartenenza radicato. La preoccupazione per l'intersezione tra retorica anti-israeliana e crescente antisemitismo è palpabile, con la comunità che spera in una rapida risoluzione pacifica del conflitto attraverso il dialogo.
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