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Monday, 16 February 2026
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Epibatidina: la tossina della rana freccia coinvolta nel caso dell'oppositore russo Navalny

Nazioni europee confermano la presenza di epibatidina, una p

Epibatidina: la tossina della rana freccia coinvolta nel caso dell'oppositore russo Navalny
7DAYES
3 hours ago
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Europa - Agenzia stampa Ekhbary

Epibatidina: la tossina della rana freccia coinvolta nel caso dell'oppositore russo Navalny

In uno sviluppo significativo e inquietante, una dichiarazione congiunta di cinque nazioni europee ha confermato che il leader dell'opposizione russo Alexei Navalny, deceduto nel 2024 mentre era incarcerato in una prigione russa, è stato avvelenato con una tossina letale. La sostanza identificata è l'epibatidina, una potente neurotossina nota per essere estratta da una specie di rana freccia, un anfibio originario del Sud America e ampiamente considerato uno degli animali più velenosi del mondo. Questa scoperta aggiunge un livello complesso all'esame internazionale in corso sulla morte di Navalny e solleva serie domande sulla natura del presunto attacco.

Secondo il comunicato europeo, le analisi dei campioni dei resti di Navalny hanno rilevato epibatidina, un composto naturalmente presente in alcune rane freccia velenose. Nello specifico, l'Ameerega trivittata, una specie velenosa nota per abitare la foresta amazzonica, è una fonte prominente di questo potente alcaloide. Questa scoperta sottolinea il potenziale di utilizzo come arma di agenti biologici naturali, conferendo una dimensione agghiacciante ai conflitti geopolitici e alle operazioni clandestine.

Le rane freccia appartengono alla famiglia dei Dendrobatidae, un gruppo diversificato di anfibi che comprende decine di specie distribuite principalmente nelle foreste pluviali tropicali dell'America Centrale e del Sud America, incluso il Brasile. A differenza di molte altre specie di rane che si affidano al camuffamento per eludere i predatori, queste rane impiegano una strategia diametralmente opposta: l'aposematismo, o colorazione di avvertimento. Mostrano tonalità vivaci come giallo, oro, rosso, verde, blu e nero, segnalando la loro estrema tossicità alle potenziali minacce. Questo avvertimento visivo è un meccanismo di sopravvivenza cruciale nei loro ecosistemi densamente popolati.

La pelle di queste rane secerne sostanze tossiche capaci di paralizzare e, in alcuni casi, uccidere i predatori. Queste tossine possono essere abbastanza potenti da immobilizzare o persino uccidere animali significativamente più grandi delle rane stesse. Gli scienziati continuano a indagare sull'origine precisa della tossicità di queste rane. L'ipotesi prevalente suggerisce che non producono il veleno direttamente, ma lo accumulano dalla loro dieta. Nel loro habitat naturale, le rane freccia si nutrono di vari insetti, tra cui formiche, termiti e coleotteri, che contengono alcaloidi tossici. Questi composti vengono quindi sequestrati e immagazzinati nella pelle dell'anfibio, trasformandoli in formidabili armi biologiche.

È interessante notare che gli individui allevati in cattività e nutriti con una dieta diversa tendono a perdere una parte significativa della loro tossicità, rafforzando fortemente la teoria secondo cui il veleno è direttamente collegato alla loro dieta selvatica. Questa osservazione ha profonde implicazioni per la comprensione della biologia di queste affascinanti creature e il potenziale per controllare la loro tossicità. Affinché il veleno sia letale per gli esseri umani, è necessario il contatto diretto con una quantità sufficiente della tossina. Inoltre, poiché il livello di tossicità dipende dalla dieta, le rane allevate al di fuori del loro ambiente naturale generalmente non presentano lo stesso grado di pericolo, rendendo la fonte della tossina nel caso di Navalny particolarmente degna di nota.

L'uso presunto dell'epibatidina nell'avvelenamento di Navalny non solo riaccende i dibattiti sugli assassinii sponsorizzati dallo stato e sulla violazione delle norme internazionali, ma porta anche alla ribalta un aspetto biologico unico. Sottolinea la duplice natura dei composti naturali – il loro potenziale per la ricerca scientifica e le applicazioni mediche, rispetto alla loro capacità di uso malevolo. La comunità internazionale continua a chiedere trasparenza e responsabilità riguardo alla morte di Navalny, con l'identificazione di una tossina così specifica e rara che aggiunge urgenza a queste richieste. Il caso serve come un crudo promemoria della complessa interazione tra scienza, politica ed etica sulla scena globale.

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